Mar

27

2012

Status:  Open
CATEGORIA:  Curiosità sul caffè


IL CAFFÈ E LE SUE TRADIZIONI IN GIRO PER IL MONDO.


Caffeinomani, state sereni. Che vi troviate a Roma, a Tokyo, a Oslo o persino a Bombay, non dovrete mai rinunciare alla vostra dose di caffeina quotidiana. Per darvi un’idea della diffusione della vostra bevanda preferita basta considerare che il caffè è il prodotto più scambiato al mondo, per valore, dopo il petrolio. Un fenomeno che trova la sua ragion d’essere nelle particolarità uniche che questo prodotto può vantare rispetto a tutti gli altri alimenti, con le sue note proprietà stimolanti ed eccitanti, nonché le apprezzate caratteristiche organolettiche di gusto e aroma.
Va da sé che, caffeina a parte, il contenuto della vostra tazza avrà un aspetto e un sapore sostanzialmente diverso a seconda dell’area geografica in cui vi trovate. I metodi di estrazione e di consumo della famosa bevanda sono fra i più svariati e in ogni paese ne definiscono in qualche modo la cultura e lo stile di vita.


Solo in Italia, spostandovi da una regione all’altra, troverete sostanziali differenze nella tipologia di miscele utilizzate così come nel metodo di preparazione. Tipicamente, al sud il caffè deve essere forte, cremoso, rotondo e deciso nel retrogusto con una prevalenza dei toni amari su quelli aromatici. Le miscele utilizzate contengono quindi una buona percentuale di Robusta è hanno un colore di tostatura particolarmente scuro. Al nord Italia, invece, si prediligono miscele più delicate, finemente acide, fruttate e dolci nel retrogusto con una tostatura media e alte percentuali (fino al 100%) di chicchi di Arabica, prevalentemente centroamericani. Diversi, dicevamo, sono anche i metodi di preparazione. A Napoli, per esempio, città dalla sentita cultura caffeicola, viene tradizionalmente utilizzata la “napoletana”che, attraverso la percolazione dell’acqua calda sul caffè macinato per forza di gravità, dà vita alla famosa “tazzulella”.

 

Discorso a parte per i due principali procedimenti di estrazione, egualmente e trasversalmente diffusi nella nostra penisola: la moka, di cui abbiamo già parlato e l’espresso. Per quanto neutrali ci sforziamo di essere, quest’ultimo metodo rimane superiore a tutti gli altri per ricchezza aromatica e superiorità qualitativa. Come tutte le cose straordinarie, l'espresso è una bevanda estremamente complessa in grado di estrarre e concentrare tutto il meglio del patrimonio genetico del singolo chicco.

Con l’alta pressione (9 bar) che attraversa i nostri 7 grammi di caffè tostato e finemente macinato otteniamo una bevanda trifasica composta da una soluzione (zuccheri, acidi, proteine, ecc.), un’emulsione (oli e colloidi) e una sospensione (frammenti impalpabili di cellule di caffè e minuscole bollicine di gas) per la fitta crema color nocciola che la ricopre. Un capolavoro assoluto di corpo, energia e aroma.


Nel caso siate sempre in viaggio, vi toccherà ripiegare su altre alternative.
Se siete a New York, in piena crisi di astinenza, probabilmente acquisterete frettolosamente all’angolo della strada i vostri 350ml. di caffè filtro o drip coffee, come lo chiamano loro, e ve lo porterete a passeggio in un bicchierone di carta. Il caffè americano, chiariamolo subito, non ha niente a che vedere con il nostro modo di bere il caffè (espresso o moka) e la sua diversa concentrazione non deve essere scambiata come segno di preparazione scadente o di qualità inferiore. Nei paesi anglosassoni e in quelli del Nord Europa, il momento del caffè non ha, come in Italia, quella valenza sociale di “pausa” al bar o rito di fine pasto, ma viene consumato in grandi quantità durante tutto l’arco della giornata: mentre si lavora, si mangia o si va ad un appuntamento. L’estrazione avviene per infusione con acqua bollente, utilizzando una miscela prevalentemente di Arabica, tostata chiara e con una macinatura media per ottenere una bevanda leggera, aromatica e profumata.

 

Durante il vostro week-end romantico a Parigi, invece, vi siederete comodamente in uno dei suoi raffinati café per sorseggiare il vostro café au lait. Se la vostra voglia di espresso avesse il sopravvento (come darvi torto?), probabilmente vi verrà servita una tazzina riempita fino al bordo, secondo l’usanza francese. In tal caso, premuratevi di chiedere un café serré, ossia un espresso corto, in modo tale che quanto ordinato sia un po’ più vicino alle vostre aspettative.

Molto diffuso (ma non solo in Francia) anche il sistema della french press, o cafetière à piston, in cui il caffè si ottiene per macerazione, immergendo la polvere macinata grossolanamente nell’acqua bollente e utilizzando un filtro a rete metallica che, spinto verso il basso del contenitore con uno stantuffo, permette di raccogliere i residui sul fondo.


Sempre per macerazione si ottiene invece il caffè alla turca, che consumerete frequentemente qualunque sia la meta esotica del medio oriente che sceglierete. Un rito antichissimo, che risale al quindicesimo secolo, tutt’oggi preparato con il caratteristico cezve, un bricco di rame e ottone dal lungo manico. Il caffè viene macinato molto finemente tanto da essere impalpabile, in modo da frantumarne le cellule e farne uscire i gas. Poi va unito allo zucchero (e a volte anche alcune spezie) e fatto bollire per tre volte in acqua mescolando il tutto. A questo punto occorrerà lasciar riposare il preparato prima di versarlo e attendere che la polvere si depositi sul fondo.


Insomma, quale che sia la vostra destinazione, fermatevi a bere un caffè, in qualsiasi forma esso vi venga servito. Sarà un modo come un altro per conoscere ed apprezzare una cultura diversa “assaporandone”, è il caso di dire, l’essenza più intima e profonda.



COMMENTI:  0

Aggiungi un commento

I campi contrassegnati da * sono obbligatori.


Nome *
Cognome:
E-mail *
Commento *
 


© 2011 Sevengrams S.r.l.Tutti i diritti riservati   info@7gr.it - Termini e condizioni - Condizioni generali di vendita -  Privacy -   Credits
PI 06201720965 - Iscr. C.C.I.A.A. Milano - REA Nr. 1876293 - Capitale sociale 110.000,00 Euro (I.v.)